Un furto di rame per un valore stimato in circa 45 mila euro è stato messo a segno ai danni dell’Azienda Elettrica Dobbiaco, in località Grazze. Dal deposito dell’azienda sono stati portati via oltre 3.100 metri di cavi, sia nudi sia isolati. Il materiale, considerato il valore raggiunto dal rame sul mercato, rappresentava un bottino particolarmente consistente.
Il furto era stato scoperto dopo l’ingresso di persone non autorizzate nei locali dell’azienda elettrica. Sul posto, durante il sopralluogo, i militari della Stazione dei Carabinieri di Dobbiaco avevano trovato alcuni indumenti ed effetti personali abbandonati. Quegli elementi sono stati acquisiti come possibili tracce utili per ricostruire le modalità dell’azione e individuare i responsabili.
Il controllo sulla statale
Un primo elemento investigativo era emerso già nelle ore precedenti al furto. Durante un controllo stradale lungo la statale 49, i militari del Radiomobile di San Candido avevano fermato un’automobile con targa estera. A bordo viaggiavano tre uomini di cittadinanza rumena; nel bagagliaio, secondo quanto riferito dai Carabinieri, erano visibili tenaglie e altra strumentazione da lavoro.
Il controllo, inizialmente eseguito nell’ambito dei normali servizi di pattugliamento, ha portato all’avvio di ulteriori accertamenti da parte dei Carabinieri di Dobbiaco, con il supporto dei colleghi di San Candido. Gli investigatori hanno messo a confronto gli elementi raccolti durante il sopralluogo con le immagini dei sistemi di videosorveglianza installati nelle aziende vicine e con le testimonianze acquisite sul posto.
Tre persone denunciate
Il lavoro investigativo, proseguito per diverse settimane, avrebbe consentito di ricostruire la dinamica del furto e di collegare i tre uomini alla sottrazione dei cavi. Al termine degli accertamenti, i tre cittadini rumeni sono stati denunciati alla Procura di Bolzano. Il materiale rubato aveva un valore commerciale complessivo stimato in circa 45 mila euro.
La vicenda resta ora all’attenzione dell’autorità giudiziaria, alla quale sono stati trasmessi gli elementi raccolti dai militari dell’Arma. Le verifiche hanno riguardato in particolare i reperti lasciati nei locali, la presenza dell’attrezzatura nell’automobile fermata sulla statale e le immagini degli impianti di videosorveglianza della zona.